giovedì 11 ottobre 2012

Dino Corsi scrittore, giornalista e Legionario

Siena 1908 - Fronte Russo 1942

........con questo blog mi piace ricordare la figura di Dino Corsi, secondo di quattro figli Mario, Dino, Dina e Cesira....mio prozio....

Dino Corsi nasce a Siena nella Contrada del Nicchio il 23 Ottobre del 1908, fin da giovane si interessò alla letteratura ed al giornalismo, fù "allievo" come Lido Andreoni, Silvio Gigli, Arrigo Pecchioli, Mario Verdone, Mario Celli e Rolando Ciampoli ed altri di Ezio Felici che a loro insegnò alla redazione del "Telegrafo" (1922 - 1943) il mestiere di giornalista. Corsi indossò con il fratello Mario la camicia nera: prestò servizio nel 97° Battaglione Senese del M.S.V.N. nel 1936/37 partì per l'Abissinia nel raggruppamento C.C.N.N. "Eritrea", successivamente fù inviato in Etiopia nel Battaglione "Valanga" periodo 1938/41, nel 1942 il 97° Battaglione al quale apparteneva fù inviato in Dalmazia. Venne successivamente aggregato al XLI Battaglione Armi Accompagnamento del Gruppo Battaglioni Scrivia, che era schierato nel settore della Divisione Ravenna (II Corpo d'Armata) il Gruppo Battaglioni Valle Scrivia  41 btg A.A. compagnia mortai; insieme al Gruppo battaglioni leonessa, costituiva il raggruppamento CC.NN "23 Marzo", alle dipendenze dirette del già menzionato II Corpo d'Armata.
In data 23 Febbraio 1943 venne data notizia della sua scomparsa, insieme al suo anziano Comandante Seniore Nazzareno Mezzetti, per il Ministero della difesa la morte risalirebbe alla data del 19 Dicembre 1942, scomparsa avvenuta durante la terribile ritirata del 1942/1943 ed il luogo di sepoltura resterebbe sconosciuto.
"Con il III Raggruppamento CC.NN. (Legione "M" Tagliamento e Legione "M" Montebello),- dopo l'ultimo aggiornamento dell'UNIRR sembrerebbe assegnato ad altro Battaglione, vedi presentazione sopra  - alle dipendenze del XXXV Corpo d'Armata, Dino Corsi condivise il viaggio verso il fronte orientale, mantenendo la sua corrispondenza di guerra per le pagine de "Il Telegrafo" anche nel corso dello schieramento nell'area del bacino del Don, con i suoi apprezzati resoconti dalla linea del fronte.
L'ultima corrispondenza pubblicata dalle pagine del suo quotidiano, "Colloqui con Siena" del 29 dicembre 1942, rubrica nella quale si alternava con Silvio Gigli, è presumibilmente postuma alla data della sua scomparsa.
Dino Corsi venne infatti dichiarato disperso nel corso della prima offensiva sovietica del 19 dicembre, data presunta dalla testimonianza di una Camicia nera superstite che Il Telegrafo riuscì a rintracciare in un ospedale militare e della quale dette risalto nell'articolo del 23 febbraio 1943 "Dalla Russia una voce tanto cara ai senesi da tempo non giunge". (dal sito 97^ Legione)"


http://www.controstoria.it/articoli/legione-tagliamento.html

Per meglio presentare Dino Corsi è piacevole scorrere un ricordo che il suo amico Carlo Fontani scrisse per il periodico Senese "Contrada" del 2 Luglio 1950, questo le parole dedicate all'Amico scomparso:

"Dino scriveva così, come uno di noi può compiere gli atti più semplici della sua vita, mangiare, bere, innamorarsi: scriveva per una specie di necessità, morale a fissare sulla carta certe impressioni provate passeggiando, soffermandosi a fare quattro chiacchere sull'uscio di un negozio con un conoscente. Lo scrivere era dunque in lui cosa naturale, come per altri cantare nei momenti di gioia e di tristezza. Ed è proprio per questi semplicissimi motivi che speriamo di far considerare a tutti, come lo consideriamo noi, Dino Corsi uno dei più spontanei autori senesi.
.......................................... non ricordiamo che Corsi abbia mai creato rime o sonetti, preferiva la prosa, forse anche perchè l'esuberanza del suo temperamento di artista non gradiva sentirsi costretta dagli schemi tradizionali di un componimento in versi, ma la sua prosa è qualcosa di più che una semplice espressione letteraria, essa è tanto ricca di passione, di amore per la sua terra, dolcezza di ricordi, gaiezza di immagini, freschezza di parole da far sentire in chi legge un profondissimo spirito poetico. Abbiamo accennato in principio che il pregio maggiore di questo nostro concittadino troppo presto scomparso, è la spontaenità: leggendolo si ha l'esatta sensazione di quanto conoscesse l'animo dei suoi simili, soprattutto l'anima di Siena.
......................................... usò il vernacolo con la maestria del "becero" e l'arguzia del motteggiatore, fù balzano ed umano, spiritoso e sentimentale, buono e attaccabrighe: per fare ciò, inutile dirlo, egli dovette ascoltare il torrente di voci femminili al mercato, il frizzo lanciato da una porta all'altra, la maldicenza del rione, il "moccolo" e l'urlio delle adunanze in contrada, per fare ciò egli dovette necessariamente guardare al di dentro più che al di fuori il fermento delle nostre strade arroccate su questi colli, dovette sentirne il respiro vivo e farsene partecipe.
.........................................circa il numero delle sue commedie, è ritenuto forse il più fecondo nello specifico campo. colorista nato, egli ha dipinto i suoi personaggi con tratto sicuro di amatore e conoscitore. La sua figura di uomo? E' lì, tra ciò che ha scritto vivo come ai bei tempi, è lì che piange e ride animando del suo spirito quei vecchi copioni spiegazzati. Sparì a trentacinque anni sul più tremendo fronte di combattimento: in Russia."



Opere Teatrali di Dino Corsi

Daccelo!!
Nerbo sciolto.
Stasera alla Lizza.
La Bandieraia.
Què pori vecchi.
la grazia di San Isidoro.
Perchè parti? (inedita)


Dino Corsi è inoltre autore di una decina di novelle di ambiente paliesco e senese pubblicate sulla cronaca senese del "Telegrafo" e sul "Daccelooo!!" al 1934 al 1939 e infine di numerose corrispondenze dall'Etiopia e dalla Russia ddal 1935 al 1942.

Le corrispondenze di Dino Corsi
Africa Orientale: 1935 - 1936



Il Telegrafo del 24 maggio 1935: "Giornate di attesa nell'accampamento di Quaglieri"

Il Telegrafo del 12 luglio 1935, "Ultime ore di attesa in vista dell'imbarco"
Il Telegrafo del 30 agosto 1935, "Navigando verso sud"
Il Telegrafo del 11 settembre 1935, "Da Port Said a Massaua con i volontari senesi"
Il Telegrafo del 25 settembre 1935, "Con i volontari senesi attraverso l'altipiano eritreo"
Il Telegrafo del 16 ottobre 1935, "Ad oltre i 2000 m. tra la primavera eterna dell'altipiano eritreo" ( I parte)
Il Telegrafo del 17 ottobre 1935, "Ad oltre i 2000 m. tra la primavera eterna dell'altipiano eritreo" ( II parte)
Il Telegrafo del 20 ottobre 1935, "Con i volontari senesi in marcia verso Adua"
Il Telegrafo del 8 novembre 1935, "Con i volontari senesi attraverso il Tigrai"
Il Telegrafo del 14 novembre 1935: "Incontro con i camerati dei battaglioni Diamanti"
Il Telegrafo del 22 novembre 1935, "Laboriose giornate di sosta tra Adua e Macallè"
Il Telegrafo del 13 dicembre 1935, "Noi e gli indigeni del Tigrai"
Il Telegrafo del 21 dicembre 1935, "Ripresa dell'avanzata al comando di S.A.R. il Duca di Pistoia"
Il Telegrafo del 29 dicembre 1935, "Preludio natalizio sotto il cielo dei Tropici"
Il Telegrafo del 4 gennaio 1936, "Il cimitero di Macallè"
Il Telegrafo del 5 gennaio 1936, "Ore liete in attesa del combattimento"
Il Telegrafo del 14 gennaio 1936, "Il primo Natale di guerra dei legionari"
Il Telegrafo del 22 gennaio 1936, "Capodanno in armi"
Il Telegrafo del 29 gennaio 1936, "Il pezzo "Rino Daus" ha cantato la sua canzone di guerra"
Il Telegrafo del 30 gennaio 1936, "Lettera di un camerata che torna in Patria"
Il Telegrafo del 5 febbraio 1936, "Scappata fuori ordinanza a Macallè"
Il Telegrafo del 13 febbraio 1936, "La Divisione "Implacabile" alla prova del fuoco"
Il Telegrafo del 14 febbraio 1936, "Riposo dopo la battaglia"
Il Telegrafo del 20 febbraio 1936, "Gli abissini visti ad occhio nudo"
Il Telegrafo del 29 febbraio 1936, "Amba Aradam fiaccola di eroismo"
Il Telegrafo del 5 marzo 1936, "Italiani, abissini...ed europei"
Il Telegrafo del 25 marzo 1936, "Dall'Amba infuocata alle sponde del Ghevà"
Il Telegrafo del 8 aprile 1936, "Verso il Tembien con le legioni della Divisione 'Implacabile' "
Il Telegrafo del 12 aprile 1936, "Resurrezione di un'anima"
Il Telegrafo del 16 aprile 1936, "La...scassatura di Ras Cassa"
Il Telegrafo del 21 aprile 1936, "E qualche volta passiamo anche per la strada..."
Il Telegrafo del 1 maggio 1936, "Serata cinematografica sotto il bel cielo d'Africa"
Il Telegrafo del 6 maggio 1936, "Sosta nel cuore della regione del Lasta"
Il Telegrafo del 20 maggio 1936, "Dal Belesa al trionfo finale"
Il Telegrafo del 28 giugno 1936, "Riposo a Macallè ed incontro con il vecchio amico Ailù Michael"
Il Telegrafo del 12 luglio 1936, "Campane dell'Asmara"
Il Telegrafo del 25 luglio 1936, "Dalla capitale eritrea alla tana del leone di Giuda" (I parte)
Il Telegrafo del 26 luglio 1936, "Dalla capitale eritrea alla tana del leone di Giuda" (II parte)
Il Telegrafo del 31 luglio 1936, "Dalla capitale eritrea alla tana del leone di Giuda" (III parte)
Il Telegrafo del 1 agosto 1936, "Dalla capitale eritrea alla tana del leone di Giuda" (IV parte)
Il Telegrafo del 2 agosto 1936, "Dalla capitale eritrea alla tana del leone di Giuda" (V parte)
Il Telegrafo del 19 settembre 1936, "Pattuglia notturna all'abbeverata dei leopardi"
Il Telegrafo del 24 settembre 1936, "Con le Camicie Nere del "Gruppo Diamanti"
Il Telegrafo del 18 ottobre 1936, "La festa di Mascal"
Il Telegrafo del 5 novembre 1936, "La consacrazione del cimitero di Uoldia"
Il Telegrafo del 5 dicembre 1936, "Un posto vuoto in tenda"
Il Telegrafo del 13 dicembre 1936, "Faccetta Nera ad occhio nudo"


Le corrispondenze di Dino Corsi
Balcania: 1941


Le corrispondenze di Dino Corsi
Campo di addestramento "M", 1941 - 1942

Il Telegrafo del 2 novembre 1941: "Vigilia di ardimenti"
Il Telegrafo del 21 giugno 1942: "Noi la morte l'abbiam vista con due bombe e un fior"



Il Telegrafo


                                          Foto Collezione privata Panichi








2 commenti:

  1. Complimenti davvero per la tua iniziativa, è stata una piacevolissima scoperta. Ho inserito il banner ed il link nella pagina

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    1. Grazie, è stato utilissimo conoscere il Vostro sito e ricambio sinceramente i complimenti, è bellissimo condividere la volontà di mantenere viva la memoria dei nostri cari e non solo. Sarà piacevolissimo se lo riterrete opportuno collaborare. Saluti

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